Il giorno dei traslochi? A Napoli è “e quatte ‘e maggio”

Ogni luogo ha le sue curiosità e Napoli, città fantastica, ci offre questa riguardo ai traslochi. Se traslocate in questa città e volete rispettare la tradizione, attendete il 4 maggio.

Ogni tradizione ha il suo perché, anche i traslochi di massa

Vi sarà capitato di vedere qualche quadro che ritrae  momenti di vita partenopea e tra questi vi siete imbattuti sicuramente in una rappresentazione di un trasloco di massa, senza saperlo. Sicuramente avete pensato che si trattasse di gente che stava sfollando a causa di qualche disgrazia, di un’epidemia, di una carestia. Ebbene no, dietro a tutto questo c’è una storia “diversa”.

Tutto nasce dalla pigione, ossia l’affitto che le persone dovevano pagare per la casa. Le date per questo pagamento erano fissate in tre giorni all’anno: il 4 gennaio, 4 maggio e 4 settembre. Se una famiglia non riusciva a pagare l’affitto, prendeva tutta la sua roba e andava a cercare una casa con l’affitto più basso. Cadendo a settembre l’ultima rata annuale, la maggior parte della gente si trovava a traslocare ad agosto. Questo però era un problema poiché il caldo molto forte rendeva il lavoro troppo faticoso e pericoloso. Non era come oggi che ci rivolgeremmo a www.impresatraslochimilano.it che risolve tutti i problemi con i camion per traslochi. All’epoca tutto veniva caricato su un misero carro tirato a mano, con risultati spesso catastrofici.

A questo punto il viceré decise di imporre come data per il traslochi il primo maggio, ma dovette spostarla immediatamente poiché coincideva con la festa di San Filippo e San Giacomo. I napoletani, popolo devoto per antonomasia, dovevano partecipare alla processione e i carri per i traslochi erano proprio inaccettabili. A questo punto si tornò al 4 di maggio e il viceré Pedro Fernandez de Castro conte di Lemos suggellò questa decisione con il suo benestare.

La tradizione e l’arte

Ecco perché “e quattro ‘e maggio” è il giorno dedicato al trasloco. La cosa è diventata tanto importante che l’arte napoletana ne ha fatto subito buon uso. Armando Gill gli ha dedicato una canzone e anche il teatro ha voluto rendere omaggio a questa giornata creando un’opera che s’intitola proprio “e quattro ‘e maggio”.

 

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